
...è arrivato il momento di dirti addio. restano solo i ricordi.

Vecchie Note:
"Entre dos Aguas" Paco De Lucia. Raccontano che sia la storia dell'incontro fra due fiumi. Un crescendo di note. L'inizio lento, calmo. Poi l'incontro, la felicità, la gioia di essersi ritrovati. La fine: la perdita in acque più grandi. L'oceano. Grazie Cate..
"L'ultimo Inverno" Vincent Migliorisi. La risalita di un corpo.
 Eppure volevo fare il ballerino... Chissà perchè è finita così..?
Chi sono? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia: "follia". Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia: "malinconia". Un musico, allora? Nemmeno. Non c'è che una nota Nella tastiera dell'anima mia: "nostalgia". Son dunque...che cosa? Io metto una lente Davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia Aldo Palazzeschi
Sto leggendo: "Follia" di Patrick McGrath. "Le parole per dirlo" di Marie Cardinal. "La pazza della porta accanto" di Alda Merini. "Frammenti di un discorso amoroso" di Roland Barthes. "La sinfonia pastorale" di André Gide. "Contraluz" di Ricardo Martin Reina.
Sto studiando: Historia de la Educacion. Lengua Espanola 2.
Ho capito che: 14/02/2007 - San Valentino è la festa degli Innamorati, non dei Fidanzati. 15/02 - Se faccio l'amore da solo sto anche meglio. 16/02 - Quello che mi manca è la Costanza. 17/02 - Forse ho esagerato: 41 sono tanti. Anzi da oggi 42. 18/02 - Ciò che gli altri pensano di me è sempre sbagliato. 19/02 - Se voglio ce la posso anche fare... Se voglio. 21/02 - Forse sono anche un pò fortunato. 23/02 - Riesco ad essere tranquillo ogni tanto. 24/02 - Odio ammalarmi. 27/02 - Non sono coerente.. ma me ne frega poco. 28/02 - Forse è vero. Devo andare in analisi. 02/03 - Stamattina avrei preferito non svegliarmi. 03/03 - A volte gli amici dovrebbero stare in silenzio. 05/03 - Riesco a fare anche più cose in un giorno. Ma poi collasso. 06/03 - Ci sono attimi in cui sei davvero felice. 09/03 - Organizzare le feste è difficile. 10/03 - Se sopravvivo ad oggi sono immortale. 13/03 - Ho voglia di partire. 14/03 - Vivere in questa città mi fa dimenticare alcune cose. 17/03 - Firenze è davvero troppo piccola. 18/03 - Non sempre comprendo le intenzionni delle persone. 20/03 - Certo ad Amsterdam ci si spacca dalle risate. 27/03 - Dormire è importante. Vitale. 04/04 - E' ormai troppo che non scrivo. 04/04 - Non resisto, sono impaziente. 08/04 - Potrei anche evitare, ma non so come si fa. 29/04 - Sono incostante nelle mie cose.. ed anche in quelle degli altri. 03/05 - Inutile provarci se non è giornata. 04/05 - Se mi ci metto d'impegno riesco ad essere una gran testa di cazzo. 12/05 - Meglio essere cercati che cercare. 15/05 - Le persone ignoranti mi stanno sul cazzo. 03/07 - L'attesa, il non sapere, uccide corrode stanca. 05/07 - Odio il traffico insensato di Firenze. 05/07 - I fiorentini non sanno guidare (ma già lo sapevo). 10/07 - L'ho fatta grossa. 16/07 - Riesco ad essere razionale quando lo voglio. 16/07 - A volte potrei uccidere. 27/07 - La cattiveria è nell'anima delle persone. Anche nella mia. 06/08 - Ho perso l'ispirazione. 05/01/2008 - Racconterò di nuovo qualcosa, ma non tutto.
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4 settembre 2008
Parole volanti
Negli ultimi due anni ho traslocato sei volte. Spero che abbia un senso alla fine. Se mi chiedo il perchè riesco difficilmente ad ammetere che siano stati traslochi voluti, almeno quattro. E' vero, io non sono la persona più stabile che possa esistere, ma non sempre cambiare casa è stata una mia scelta spontanea e voluta. Le case cambiano, cambiano le persone, le abitudini e gli stili di vita. I periodi finiscono ed inevitabilmente bisogna spostarsi, andar via, partire e ricominciare da zero. Tutta colpa dei programmi che si fanno e che non si riescono mai a rispettare. Le case in cui ho vissuto hanno lasciato in me tanti ricordi. I punti di riferimento trovati ogni volta svanivano nel momento in cui aprivo una valigia per riempirla e questo destabilizza. Ora sono nella mia nuova camera, finalmente una camerina tutta per me, da dividere solo con Mono, il mio asinello ballerino. Ormai è diventato un amico, mi guarda con quegli occhioni spalancati e sembra chiedersi che ci faccia lui qui! Viene da lontano Lui, forse ha origini olandesi, ma parla spaagnolo, o almeno credo. La sua cravattina azzurra e le sue orecchie penzoloni lo rendono troppo tenero e divertente. Lui si che è un perfetto coinquilino. Il suo posto è sulla scrivania, così quando mi siedo a scrivere è di fronte a me e mi guarda fisso. Ma non è pesante reggere il suo sguardo, mi diverte, sembra che non capisca bene dove si trova, d'altronde non lo so nemmeno io. Di programmi anche questa volta ne ho fatti (purtroppo), ma non so ancora se potrò davvero realizzarli. Tremo solo al pensiero. Voglio comunque poter sperare. I tempi dei divertimenti sembrano finiti, ora arriva il periodo in cui è richiestà serietà e concentrazione, chissà se fanno per me. La spinta c'è ma bisogna sempre tener presenti le "avversità esterne", imprevedibili. Per ora non ho la possibilità di prevedere il futuro, a meno che a questo punto Mono non decida di svegliarsi dal questa sorta di torpore che lo avvolge e voglia rivelarmi cosa mi aspetta! Sarebbe fantastico, già lo vedo "Hola Pietro, que haces alli?? Levantate que manana vas a encontrar el trabajo de tu vida!" o qualcosa di simile. Mi auguro solo che non voglia farmi alcuna rivelazione in olandese, sarebbe la fine! Ma mi sto attrezzando, presto inizierò un corso! Stasera sento di essere un pò stanco della routine che ormai mi attanaglia da quando ho rimesso piede in suolo italiano. Ho bisogno di sfogare un pò la stupidaggine che mi avvolge e l'unico modo per farlo sembra essere scrivere tutto ciò che mi passa per la testa. E così sia. E proprio quando il fiume di parole sembrava scorrermi in testa decido di smettere di scrivere. Buonanotte.
Kundala_&Mono_On Net. (Presto una sua foto sarà pubblicata!)
| inviato da Kundala_ il 4/9/2008 alle 0:48 | |
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26 aprile 2008
Buon viaggio
...Feria finita (per fortuna), comunque preferivo la Semana Santa.
Time after Time, il tempo vola ed io resto in basso a guardare. Sdraiato, o meglio spalmato, sulla riva del fiume sotto un sole cocente e un'afa che fa venire i brividi sono oscurato da un'ombra veloce, che passa spinta da un soffio altissimo che non sento. Quell'ombra ha una forma che conosco, è qualcosa che ho già visto e lascia una scia che ricorda un percorso. E' troppo veloce, non si ferma e non riesco a distinguerla. Ha una forma strana, molto strana, tra l'incompresibile e il tremendamente noto.
Una di quelle forme che se la vedi da bambino subito capisci che è un orso con un leccalecca in mano, ma se sei arrivato a quasi 23 anni già ha perso tutta la sua grazia d'orsetto peloso.
Resta quindi un'immagine nota, senza contorni definiti che passa e che ti lascia un segnale.
Una di quelle forme assurde che dovresti saper individuare a colpo d'occhio senza bisogno di pensieri arzigogolati che ti stancano e ti stremano come un orgasmo mal riuscito. Sarebbe tutto più semplice se ti avvicinassi a quella forma con l'intelligenza infantile che hai lasciato da qualche parte e che non ti farebbe male ritrovare. Il problema quindi è capire dove hai lasciato quell'intelligenza così serena che avevi e che ora non usi più. Probabile che si trovi in quella stessa ombra che ti ha appena oltrepassato. Se magari corri un pò e la raggiungi riesci anche a vederla. Ma a 23 anni non ti sfiora nemmeno per un attimo l'idea di sollevarti dal tuo pratino per correre dietro ad un'immagine astratta che per poco più di due secondi ha oltrepassato il tuo corpo e che ti ha scatenato tutti questi pensieri in testa. Vero? Troppo complicato, alzarsi, capire cosa fare e iniziare a correre, troppo difficile poi spiegare a chi ti sta intorno che te hai visto qualcosa di tremendamente interessante lassù in quella forma e che devi assolutamente raggiungerla per capire di che si tratta precisamente perchè ha qualcosa a che fare con te, con qualcosa che già conosci. Troppo imbarazzante. Sei rimasto lì e non hai fatto niente. Ti penti ma ormai è troppo lontana.
Hai sprecato il tuo tempo un'altra volta, recuperarlo non è possibile. Ma non è solo del tempo che ti parlo, è delle azioni che non ti sei concesso che hai negato al tuo corpo e alla tua intelligenza infantile. Perchè non l'hai persa fuori da te, l'hai solo sopita dietro parole che ti fanno più grande.
Un'altra volta ti sei accorto di quello che stai facendo, hai realizzato e non ti è piaciuto. Il tempo è volato di nuovo sopra di te e tu non sei riuscito a rallentarlo, non ci hai nemmenno provato. E' sempre troppo veloce, o così sembra.
| inviato da Kundala_ il 26/4/2008 alle 20:40 | |
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23 marzo 2008
La Semana Santa De Sevilla
Inizia tutto con “El Domingo De Ramos”, il giorno in cui la gente inizia a perdere il senno.
È un crescendo di visioni quasi magiche, surreali. Quello che succede nella testa delle persone è incredibilmente incomprensibile.
Non ci sono spiegazioni a tutto quello che avviene durante “La Semana Santa de Sevilla”.
Ormai sono sei mesi che vivo a Siviglia e quasi mi ero assuefatto alle stranezze dei sivigliani, “muy buena gente”, ma con molti punti a me poco chiari.
Dopo aver passato questa settimana di festeggiamenti in onore della Pasqua smetterò di farmi domande.
Un’esplosione di religiosità mista ad arti strane. Penitenti da tutte le parti, coperti con cappucci che servono a rendere tutti uguali davanti a Gesù Cristo, ma che li rendono assolutamente spaventosi davanti agli occhi di chi non li conosce, donne che per ricordare il lutto di Maria sfoggiano abiti neri e “Mantillas”.
E poi arriva il meglio: i “Pasos”, non una semplice processione da seguire con devozione. Il “Paso” deve essere sentito a distanza, deve essere visto a distanza, deve richiamare l’attenzione de “Los Hermanos” e degli altri fedeli (o curiosi). Ogni “Paso” rappresenta un’immagine o una scena sacra, e naturalmente paralizza la città.
Se ce ne fossero tre non sarebbe un problema, ma siccome ce ne sono 59 qualcosa inizia a preoccuparmi. Bello, certo, suggestivo, chiaro. Ma tutto ciò non è possibile!
E c’è chi non se ne perde uno, non sia mai.
Suoni, canti, urla, gesti isterici, rituali, compiti, regole: tutto fa parte del “Paso”, momento in cui si perde totalmente il lume della ragione. Certo qualcosa porta con sé l’immagine di una Vergine vestita d’oro e ricoperta di fiori, seguita da una media di mille “Nazarenos/Incappucciati”, oltre alla banda musicale e la folla immensa che l’acclama. Porta con sé una tradizione centenaria, lo sforzo di persone che per un anno lavorano per poter mostrare al mondo il proprio “Paso”, risultato della loro devozione; e quando questo non può avvenire, perché magari sta piovendo, avviene la tragedia. Chi non può sfoggiare il proprio “Paso” viene preso da un raptus di follia mistico-religiosa e inizia a piangere per strada per esternare il proprio dolore ed il proprio affanno.
Sembra surreale, ma non lo è.
È assolutamente affascinante, per chi come me assiste a tutto ciò per la prima volta, preparato dai racconti di alcuni sivigliani che giusto in questi giorni di assoluta penitenza si rifugianno al mare, per non assistere per l’ennesimo anno alle stesse scene.
Ora capisco quello che mi raccontavano. Tutto è più chiaro.
Spiegare la “Semana Santa” con parole non ha senso.
Vedere un bambino che va in mezzo alla processione a chiedere senza alcun timore ad un “Incappucciato” un po’ di cera della candela che sta portando, per costruirsi la propria palla di cera santa che conserverà fino a diventare lui stesso “Nazareno”, credo che questo sia indescrivibile.
Vedere una donna che all’arrivo del “Paso” sotto al proprio balcone inizia a cantare una “Saeta” da i brividi.
Veder rimbalzare il “Paso”, con tutto il suo peso, sulle spalle dei “Costaleros” rende l’idea di quello che per loro è la devozione e la penitenza in questi giorni e che io continuerò a non poter comprendere.
Sevilla, Semana Santa, 17/23 Marzo 2008.
Ed ora aspettiamo la "Feria" di Aprile...
sevilla
santa
semana
| inviato da Kundala_ il 23/3/2008 alle 22:16 | |
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22 febbraio 2008
Penso che:
S O N O
I N C O S T A N T E
..e fondamentalmente me ne fotto.
| inviato da Kundala_ il 22/2/2008 alle 16:3 | |
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5 gennaio 2008
Quello che è stato, quello che sarà.
Resoconto di 365 giorni vissuti e passati. I conti non tornano. Come potrebbero tornare, i conti? Manca sempre qualcosa. Sempre qualcosa manca. Qualcosa manca sempre.
Eppure è semplice.
Le lettere sono diciannove.
Cinque più sei più otto. Sei più otto più cinque. Otto più cinque più sei. Il problema non sta nelle lettere o nelle parole, sta come al solito nei fatti. quello che il 2007 lascia sono racconti tristi. Sono ricordi di notti insonni passate a sperare di riuscire a dormire e a non farcela. Fino a quando il mattino dopo arriva qualcuno a darti il buongiorno e tutto quello che fai è piangere dai nervi accumulati durante quelle interminabili ore. Lascia la certezza che qualcosa potevo evitarlo, che potevo cambiare le sorti del gioco se solo avessi prestato più attenzione a quello che stavo facendo. Potevo evitare di infilarmi in tunnel interminabili e senza luce, non trovando come al solito l'uscita e finendo come sempre per arredarli. Io e i miei tunnel. Era il 31 Maggio di questo Anno ormai partito. Mi trovavo nella mia vecchia casa e rileggevo un vecchio diario di scuola. In una pagina c'era la famosa frase: "Se ti senti in un tunnel non cercare di uscirne, arredalo". Mi era piaciuta quando avevo 14 anni e continua a piacermi. Saggio chi la pronunciò. E così ho fatto: tappeti, tende, lampade, mobili (essenziali, rigorosi), libri, cd. In quel tunnel ho messo di tutto, ho messo parole, ho messo anima e corpo perchè fosse confortevole perchè mi custodisse. E alla fine invece il tunnel ha ceduto. Non ha retto il peso di tutte le mie cose e di tutti i miei affanni. E' crollato inesorabile, mi ha lasciato scoperto, mi ha riportato alla luce, mi ha fatto vedere ciò che stavo nascondendo. 2007 Anno di decisioni. Decido decido decido, ma in fondo è sempre qualcun'altro che lo fa per me. 2007 Anno di cambiamenti. Cambio casa, cambio lavoro, cambio studi, cambio città, cambio stile di vita. 2007 Anno di rivelazioni. Guardo negli occhi i miei amici e li vedo piangere con me. Guardo negli occhi chi mi sta intorno e capisco molto di loro. 2007 Anno di errori. Caro 2007, caro carissimo Anno che te ne sei andato. Alla fine si, ci siamo perdonati. C'è stata la tregua tra noi e mi hai affidato, con qualche raccomandazione al nuovo 2008. Certo, non mi dispiace che tu te ne sia andato. Ho vissuto molto peggio altri allontanamenti, ma con te no. Mi perdonerai. In fondo Tu sai tutto e puoi capirmi. I nostri segreti. Portateli via, mi raccomando, che nessuno sappia troppo, mai! Porta via con te quello che io non racconterò mai. Mettiamo tutto in angolo e lasciamo che si dimentichi. Io non dimenticherò mai quello che sei stato per me, caro 2007. Ho alcune date che mai potrò dimenticare. E te ne voglio regalare alcune, perchè nemmeno tu dimentichi quello che sei stato per me. Addio. 01/01/2007 - Decido che è arrivato il momento per dire basta. 05/01/2007 - Lascio quella casa. 07/02/2007 - Dico il primo Addio dell'anno. 11/04/2007 - Presento la richiesta per l'Erasmus. 15/05/2007 - Lascio il mio lavoro. 27/05/2007 - Torno, dopo tempo, nella mia vecchia città e sono triste. 31/05/2007 - Invio un messaggio inutile. 01/06/2007 - Inizio un nuovo lavoro. 12/07/2007 - ... 14/09/2007 - Finalmente parto. 03/11/2007 - Capisco che Firenze mi manca davvero. 31/12/2007 - Scelgo Madrid per dire l'ultimo Addio.
A noi, Caro 2008. Benvenuto.
| inviato da Kundala_ il 5/1/2008 alle 1:35 | |
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26 dicembre 2007
Kundala and His Private Life
My Private Life Is Mine. Vita Privata=Segreti. Vita Privata=Cose che no si vogliono/possono raccontare. Vita privata=mia. Questo è il titolo del mio blog e questo è il paradosso. La mia vita è privata, ma apro un blog e scrivo di tutto, sperando che venga letto magari, che qualcuno commenti. L'assurdo. Ma poi la mia vita continua ad essere privata, intima, anche se me ne dimentico. Abbandono l'impresa dopo qualche mese. Scrivere mi piace ma allo stesso tempo mi stanca enormemente. Non rileggo quello che scrivo, lo rifaccio dopo giorni e lì trovo un mare di errori che non correggo. Gli errori di ciò che scrivo sono gli errori che commetto tutti i giorni, e quelli non li posso correggere, quindi lascio tutto com'è. Abbandono. Poi sbircio su un blog di una mia vecchia conoscente e trovo un link: Kundala and His Private Life. Questo è il titolo del mio blog. Penso quindi che ho ancora una vita privata da raccontare e mi rimetto a scrivere. Forse la mia vita non interessa a nessuno, ma io scrivo, tanto prima o poi rileggerò e allora ricorderò quello che stavo pensando. Ho la memoria labile. Ho bisogno di appunti, la mia vita privata è fatta di appunti sparsi, disordinati, indecifrabili a volte. Ma quando li rivedo ricordo qualcosa e questo è già tanto. Cambierò qualcosa, forse la colonna sonora, ma la mia vita resterà uguale. Privata.
Grazie Kiki.
kunada
and
his
private
life
| inviato da Kundala_ il 26/12/2007 alle 23:46 | |
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12 dicembre 2007
Coming Soon: "Basisco Club"
BASIRE: Sentirsi venir meno, svenire, rimanere attonito, MORIRE. (De Mauro). “…non vedete che costei è un pulcin bagnato che basisce per nulla?” (Manzoni).
Che sia De Mauro o che sia Manzoni quando ci si trova davanti ad alcune situazioni imbarazzanti, nulla ci resta se non Basire.
Da qui (anzi da molto più lontano) arriva un’idea: cercare di capire perchè si basisce.
I motivi saranno sicuramente infiniti, ma solo in alcune specifiche situazione fuoriesce la parola magica “Basisco!!”.
Vorremmo capire in quali situazioni. Vorremmo conoscerle e commentarle.
Per questo abbiamo bisogno di racconti, aneddoti, eventi, situazioni che vi hanno lasciato basiti.
Vorremmo creare un forum o meglio un club vero e proprio: il “BASISCO CLUB”, con tanto di logo e di iscritti.
Ogni Club ha una "Parola d’Ordine", la nostra è: Giààààààààààààààààààààààààà! Chiunque volesse farne parte dovrà quindi " pronunciare/inviare " questa parola a: basiscoclub@tim.it.
Una volta ricevuta la richiesta di iscrizione invieremo la conferma con il Logo del Club. Da quel momento ogni "adepto" potrà inviare allo stesso indirizzo e-mail racconti di eventi che lo hanno lasciato basito e questi racconti man mano verranno pubblicati e commentati!
Siamo solo all’inizio, è solo un’idea, un modo divertente per affrontare meglio le situazioni imbarazzanti della vita quotidiana, aiutateci a portare avanti l'idea!!!
Piè ; Cami

basisco
club
giààààààààààààààà
| inviato da Kundala_ il 12/12/2007 alle 18:53 | |
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7 agosto 2007
Silenzio, per favore.

Ho perso l'ispirazione o forse è solo perchè non ho più niente da dire. Non scrivo più da tempo, forse tornerò a farlo. Intanto, Silenzio per favore.
| inviato da Kundala_ il 7/8/2007 alle 15:55 | |
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28 luglio 2007
28/07/2007
La consapevolezza di ciò che succede aiuta ad avere la calma per affrontare la realtà. Nei momenti di ansia per l'attesa la voglia di conoscere la verità è sempre troppo forte. Quando si realizza la realtà delle cose tutto cambia. Ora, con la verità in mano, l'ansia scompare e resta quella tristezza per qualcosa che non si vuole accettare che è inevitabile. Tutto cambia. I giorni sono quelli di prima. Io sono comunque io. Il resto si deciderà in seguito.
| inviato da Kundala_ il 28/7/2007 alle 1:20 | |
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